Lettera n.3 – I Genitori: i primi angeli
Quando penso ai miei genitori, mi viene naturale chiamarli così: i miei primi angeli.
Non perché fossero perfetti, ma perché sono stati loro a darmi le ali, anche quando io non sapevo ancora di averle.
Mia madre aveva un modo tutto suo di insegnare le cose: non parlava molto, ma bastava guardarla per capire.
I suoi gesti erano semplici, le mani sempre occupate — tra il lavoro, la casa, le preghiere — eppure trovava sempre un momento per uno sguardo, per un sorriso, per un abbraccio che metteva in ordine tutto.
Era la sua fede silenziosa a tenerci in piedi, più che le parole.
E oggi, quando chiudo gli occhi, la sento ancora vicino, come una luce che non si spegne mai.
Mio padre invece era diverso. Meno parole, più concretezza.
Mi ha insegnato che il mondo non ti regala niente, ma che puoi sempre scegliere di restare onesto.
Mi parlava poco, ma quello che diceva aveva un peso.
Una volta mi disse: "Antonino, non serve essere grandi per valere qualcosa. Serve essere giusti".
E da quella frase non mi sono mai separato.
Crescendo, ho capito che non erano solo genitori.
Erano strumenti. Mani di Dio che mi hanno plasmato, preparato, sostenuto.
Hanno fatto il loro tratto di cammino con me e poi, piano piano, mi hanno lasciato andare.
Quando se ne sono andati, ho sentito il vuoto, sì.
Un vuoto che brucia, che sembra non guarire mai.
Ma in quel dolore ho capito una cosa che prima non vedevo: l'amore non finisce quando qualcuno muore, cambia solo forma.
Diventa presenza invisibile, diventa forza, diventa memoria viva.
Oggi non li vedo più, ma li sento.
Quando faccio una scelta difficile, quando prego, quando sbaglio, quando mi rialzo.
Sono lì, dietro di me, come due voci silenziose che non smettono mai di guidarmi.
I genitori sono davvero i primi angeli.
Ti mettono al mondo, ti insegnano a camminare e poi, quando è il momento, ti lasciano andare perché tu possa trovare la tua strada.
E quando guardi indietro, capisci che quella strada l'hanno tracciata loro, passo dopo passo, con amore, sacrificio e fede.
Con affetto,
Antonino +